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Un poeta a "est d'un parallelo reciso" - CRISTANZIANO SERRICCHIO
«Sono giunto al limite estremo del mio «parallelo ad est reciso»». Così scrive Cristanziano Serricchio in una lettera del 2 giugno 2008 indirizzata alla scrittrice toscana Giovanna Querci Favini. Nella missiva il poeta di Manfredonia cita con blanda infedeltà un giudizio che in vita gli era molto caro, e che spesso amava ripetere in occasioni pubbliche o in conversazioni private, formulato da Oreste Macrì nella prefazione alle sue Stele daunie. Osservava, infatti, il critico magliese-fiorentino in quello stile un po’ magico-oracolare che gli era proprio: «Quasi isola di se stesso, emarginato a est d’un parallelo reciso, nel cuore della sua terra garganica includente e inclusa in muta trasfusione, il poeta Serricchio (…) costruisce e annienta a ogni istante, tra «altura» e «abisso», la misterica vicenda del suo essere daunio». Proprio la consapevolezza di essere arrivato pressoché al termine dei suoi giorni è il sottofondo ostinato dell’epistolario composto nell’ultimo decennio di vita dell’autore, che rappresenta in certa misura il suo privato lascito spirituale solitario y final.
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Marca
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Riferimento9788868060343
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In magazzino1000 Articoli
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isbn9788868060343
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ean139788868060343
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AutoreLattarulo (Salvatore Francesco)
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CollanaBDR Documenti
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Anno di edizione2014
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